Cominciano a emergere i primi risultati del controllo dei voti. Lunedì le Giunte per le elezioni di Camera e Senato hanno ricevuto i dati relativi alle schede bianche.
I dati provengono dall’esame dei verbali e non delle schede, e dunque non possono chiarire l’eventualità che schede bianche siano state conteggiate come schede validamente votate.
Alla Camera le schede bianche sono 440.517 contro 1.707.269 del 2001, con un calo del 74,2%.
Al Senato le schede bianche sono 479.214, contro 1.278.831 del 2001, con una diminuzione del 72,6%.
Questi dati dimostrano che i nostri sospetti sulla regolarità del voto sono più che fondati.
Infatti, il fatto che si registrino più schede bianche nelle elezioni del Senato (quasi 480mila) rispetto alla Camera (440mila) è
un’anomalia pressoché impossibile da spiegare, visto che sono ben tre milioni e mezzo in più gli elettori della Camera dei Deputati.
Infatti
occorrerebbe ipotizzare due eventi di probabilità pari a zero:
che
nessuno tra i tre milioni e mezzo di elettori con meno di venticinque anni abbia votato scheda bianca;
che
40mila elettori abbiano votato per la Camera e non per il Senato.

I dubbi si rivelano ancora più fondati se si considerano alcuni fatti significativi.
Nelle votazioni per il Senato la regione decisiva è stata la Campania. Qui l’Unione avrebbe prevalso per circa 15mila voti (15.771) di differenza, ottenendo il 49,6% contro il 49,1% della CdL (1.507.646 voti contro 1.491.875).
Se la CdL avesse prevalso al Senato in Campania, poiché il premio di maggioranza in quella regione è di quattro senatori, oggi in Senato la maggioranza sarebbe della CdL. Infatti l’Unione avrebbe quattro senatori in meno (159-4=155) e la CdL quattro in più (156+4=160), con un margine di quattro a favore della CdL (esclusi i sette senatori a vita).
Le schede bianche al Senato in Campania sono state solo 52.093, contro 216.901 del 2001. Il calo è di circa il 76%.
Scorporando il dato della Campania (dove gli elettori sono oltre tre milioni) dal dato nazionale, la diminuzione di schede bianche a livello nazionale è del 60%.
Se applichiamo questo dato statistico alla Campania, le schede bianche avrebbero dovuto essere non 52mila, ma circa 84mila.
Ci sono cioè ben 32mila schede bianche in meno rispetto alla fisiologica diminuzione delle schede bianche.Accanto a queste considerazioni statistiche c’è una considerazione di fatto, di natura politica.
Nella notte del 10 aprile, intorno alle 21:00, mentre lo scrutinio era ancora in corso, il coordinamento dell’Ulivo invitò
"i parlamentari di Lazio e Campania a esercitare la massima vigilanza presso le prefetture per ristabilire il regolare andamento delle procedure di scrutinio".
Fu un avvertimento inaccettabile, che in quel verbo –
ristabilire – rivela quello che quei parlamentari, e i militanti che erano ai seggi sia come rappresentanti di lista che come scrutatori (gli scrutatori vengono scelti dai Comuni, a grande maggioranza di sinistra) avrebbero dovuto fare: assicurare, con ogni mezzo, il successo dell’Unione alle elezioni.
Se si tiene conto del fatto che la CdL aveva rappresentanti di lista per meno della metà dei seggi, è possibile che in quelle ore nei seggi si possano essere verificate irregolarità.
In Campania, dove le sezioni sono 5.736, sarebbe stato sufficiente trasformare in valide tre o quattro schede bianche per seggio per ottenere il risultato ottenuto.
Analogamente, per la Camera, dove la differenza a livello nazionale è di sole 24mila schede e le sezioni elettorali sono 60mila, sarebbe bastata una scheda ogni tre sezioni.
Dunque:
1. i dati delle schede bianche;
2. l’anomala differenza delle schede bianche tra Camera e Senato;
3. il calo delle schede bianche molto più elevato che altrove verificatosi in Campania, la regione decisiva per aggiudicarsi il Senato
rendono ancora più fondati i nostri dubbi sulla regolarità del voto e impongono controlli approfonditi che potranno spingersi fino al controllo di tutte le schede, se sarà necessario.
Se la sinistra crede di poter impedire questi controlli, dimostrerà oltre ogni limite la sua volontà prevaricatrice e di regime, ma non credo che si spingeranno a tanto.
Nella foto, esponenti di spicco dell'Unione.