Dopo le recenti cadute di immagine in campo interno ed internazionale, i declassamenti delle agenzie mondiali dovute alla sciagurata Finanziaria che il Governo si accinge a votare con la fiducia, i Savonarola al Governo non sembrano paghi dei danni (importanti e duraturi) che la loro politica da quattro soldi sta infliggendo al Paese.
Cosi', il
Ministro della Pubblica Istruzione Fioroni se ne esce con una
idea delle sue: qui non stiamo neanche a ricercare epiteti offensivi per la proposta di questo figuro politicante, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. In soldoni, la fervida mente del Margheritino ha cosi' sentenziato:
"gli studenti italiani studiano troppo: ben 10 ore e mezzo la settimana".
Ora, vedendo come i suoi colleghi hanno fatto i conti per elaborare la Manovra Finanziaria non ci sarebbe da stupirsi se questo signore non si fosse nemmeno accorto che
10 ore e mezzo alla settimana equivale a dire 1 ora e mezzo al giorno, e ancor meno da rimanere allibiti ci sarebbe se si decidessero di imporre dei tagli anche sul numero delle ore di studio dei loro futuri contribuenti. Quello che fa specie e' che si tenti di presentare l'ora e mezzo di studio casalingo a cui gli studenti sono costretti come qualcosa di demoniaco e sul quale tentare di ricercare una soluzione! Ed e' ancora piu' curioso che l'idea sia balenata nel cervellotico Ministro dopo una chiaccherata con gli studenti vincitori delle Olimpiadi della Matematica che, se sono i vincitori, sara' - si suppone - per qualche valido motivo.
"Non sono mica degli Archimede Pitagorico" - esclama il vulcanico Ministro dell'Istruzione (riferendosi, chi lo sa, ad Archimede o a Pitagora): certo, e di pomeriggio non giocano mica a calcetto con
Pippo e non accompagnano
Pluto al parco di
Topolinia a fare cacchina...
Sorvolando sull'ignoranza del politico che, a dirla tutta, fa anche un po' ridere, bisognerebbe riflettere sul fatto che prendere come parametro di riferimento gli studenti che sono piu' veloci di altri ad apprendere non e' solo una corbelleria bella e buona ma anche una scelta ragionevolmente errata: vuol dire impedire alla stragrande maggioranza dei ragazzi di poter crescere intellettualmente perche' incapaci di reggere il passo di quei pochi/pochissimi che hanno la fortuna di possedere sinapsi piu' rapide... E non v'e' dubbio che questa chiave di lettura sia forse quella che ai centrosinistri piace di piu'.
Abbassare il livello dei loro sudditi e' infatti quello che storicamente tentano di fare:
aumentando il numero dei posti pubblici (dove non esiste la concorrenza e la meritocrazia),
favorendo l'aggregazione di immigrati (che, loro malgrado, sono spesso costretti a lavori di bassa manovalanza o delinquenza pura),
indicando il privato (dove l'abilita' del singolo conta eccome) e la ricchezza che da quel settore si puo' ricavare come qualcosa dalla quale rifuggire.
La cultura e l'istruzione, quelle meglio lasciarle a qualcun altro.
A gente come Fioroni, per esempio.

Nella foto: uno che studia meno di 1 ora e mezzo al giorno.