Poche parole sono sufficienti per analizzare quello che sta accadendo oggi nel mondo del calcio.
Questi signori hanno rubato il senso dello sport e lo hanno asservito alla loro voglia di denaro e potere. Le piccole mafie che guidano la vita di troppe persone in Italia hanno trovato humus per la loro riproduzione anche nel mondo dello sport.
Una volta c'erano squadre di ragazzi che giocavano al Pallone. Si allenavano duro. Vincevano o perdevano.
C'erano le Società Calcistiche.Oggi ci sono squadre di finti atleti che si allenano poco e si
"curano" troppo. Chi ha più soldi vuole vincere di più.
Ci sono le Società Per Azioni.
Quando gli interessi economici sopravanzano l'amore per lo sport, la voglia di una competizione onesta, leale, allora lo sport muore. E in Italia ormai da troppi anni esso sta agonizzando.
La figura del moralista non ci appartiene, e men che meno si vuole scadere nella retorica inflazionata della necessità di
tornare agli antichi valori, però si avverte l'obbligo di fare qualcosa per cambiare. Perché un po' di buonsenso basterebbe per capire che se esistono squadre
capaci di sopravvivere grazie agli sponsor e ai diritti TV,
in grado di sopravvivere ai contratti milionari ora e miliardari un tempo che elargiscono a giocatori e dirigenti, vuol dire che
si è scelta la strada sbagliata.Ieri si è concluso il campionato di calcio di Serie A. La Juventus ha vinto lo scudetto, l'ennesimo guadagnato grazie all'apporto significativo dei suoi dirigenti al vertice che, secondo le recenti intercettazioni telefoniche pubblicate, sfruttavano amicizie all'interno del Palazzo per pilotare gli esiti delle partite. Sì, in parole povere
si compravano gli arbitri. E ora quella dirigenza deve pagare.
Quando i reati penalmente perseguibili verranno accertati definitivamente tutti ci auguriamo che una pena di rigore sia inflitta. In questo calcio c'è gente che ha investito passione, anni della propria vita, oltre che capitali economici importanti e non merita di vedere impuniti figuri che, con metodi mafiosi, hanno conquistato il potere e le vittorie "sportive". In un'intervista, l'ex presidente del Bologna
Gazzoni rivela che, ascoltato dalla Procura, ha avuto occasione di leggere i verbali delle intercettazioni:
"Cose da non credere".
No presidente, noi ci crediamo.Luciano Moggi e
Antonio Giraudo andrebbero radiati dall'albo, i designatori arbitrali coinvolti (
Pairetto e
Bergamo a quanto pare) andrebbero radiati,
tutti gli scudetti vinti dalla Juventus con il dodicesimo uomo in campo e il tredicesimo a fare le designazioni
andrebbero scuciti dalle casacche bianconere e restituiti a chi immeritatamente si è ritrovato ad essere dietro in classifica alla
Società dei Furbi,
tutte le altre squadre coinvolte in misura più o meno grave andrebbero penalizzate in modo proporzionale agli illeciti commessi.
Questo ci aspettiamo dalla Giustiza Sportiva e da quella ordinaria.Ma, chissà perché, non crediamo avverrà.
Nella foto: tanto peggio di così...