Il governo di sinistra-centro che liberizza. Roba da
"stropicciarsi gli occhi e le orecchie".
La questione delle liberalizzazioni, quando qualche giorno fa e' stata posta al centro dell'attenzione mediatica, ha lasciato - diciamolo - un po' tutti di stucco. Sia a sinistra (sono ancora in attesa di dichiarazioni al riguardo di qualche esponente della sinistra massimalista) che a destra (pare proprio strano dover incassare questa "presunta" ondata liberale da un governicchio scalcinato come quello attuale di Prodi). Sia chiaro: ancora non esiste alcun testo di legge, alcun documento piu' che ufficioso.
L'unica nota valida e' reperibile nel sito del Governo seguendo questo link.
Gettare fumo negli occhi facendo credere di aver compiuto chissa' quale gesto di straordinaria modernita' serve solo all'esecutivo in carica a
malcelare
due mesi e passa di non-lavoro e a distogliere l'attenzione della gente dall'inattuabilita' di larga parte del loro fasullo programma di governo. In cui, guarda caso, proposte come quella avanzata dal ministro Bersani proprio non comparivano.
Sta di fatto che il decreto Bersani prevedera' una serie di liberalizzazioni volte a colpire alcune lobby e ceti produttivi al fine di aumentare la concorrenza nell'interesse del consumatore. Siccome non potevo credere che
un governo cosi' statalista e retrogrado come quello attuale potesse veramente evolvere in senso moderno e liberale, non ho dovuto far altro che dare uno sguardo alla proposta di Bersani:
per capire che cambiera' poco o nulla.Per le
libere professioni, in soldoni, resta tutto come, in pratica, funziona ora:
"per i servizi professionali arrivano parcelle ‘negoziabili’ tra le parti e legate al risultato della prestazione: con una norma del decreto legge si abrogano le disposizioni normative e regolamentari che prevedono la fissazione di tariffe obbligatorie fisse o minime e il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti".Nel campo dell'
RC Auto poi l'interesse del cittadino e' completamente lasciato da parte:
"clausole anticoncorrenziali: sono nulli gli accordi tra compagnie di assicurazioni ed agenti per la vendita in esclusiva delle polizze Rc auto. Si tratta di accordi ritenuti restrittivi della concorrenza ai danni degli interessi dei consumatori. in altre parole l’agente monomandatario diventa un agente plurimandatario in grado di offrire ai propri clienti un maggiore assortimento di polizze e di orientarli verso quelle più adeguate al proprio profilo",
e non ci vuole poi molto a capire che saranno, tendenzialmente, le piu' costose per il cliente e le piu' redditizie per l'agente. Da questa norma ci guadagnano solo le assicurazioni (la
Unipol, per esempio).
Le farmacie:
"i farmaci da banco o di automedicazione non soggetti a prescrizione medica potranno essere venduti al pubblico presso gli esercizi commerciali: con una norma del decreto legge si prevede che la vendita è consentita durante l’orario di apertura dell’esercizio commerciale, in una parte della sua superficie ben definita e distinta dagli altri reparti, con l’assistenza di uno o più farmacisti laureati ed iscritti al relativo ordine. Sono, comunque, vietati i concorsi, le operazioni a premio e le vendite sotto costo aventi ad oggetto farmaci".Potranno sorgere ministand che vendono farmaci, con un farmacista iscritto all'albo che li vende, all'interno di esercizi commerciali, purche' delimitati e distinti dal resto (analogamente a quanto ora accade nei grandi centri commerciali). Le
Coop, per esempio, potranno avere il loro negozietto che vende aspirine. Il risultato e' anche qui prevedibile: le pagheremo magari il 10% di meno e ne avremo un 80% di inutili.
I panifici: "NIENTE PIU’ LIMITI ALLA PRODUZIONE DI PANE E AL NUMERO DI PANIFICI".Un impegno concreto: piu' pane per tutti, insomma (ed inevitabili minori controlli su chi quel pane lo produrra').
La Class Action: "Con un disegno di legge si istituisce l’azione collettiva a tutela dei consumatori e degli utenti in conformità con la normativa comunitaria". In America e' un'arma sempre piu' sfruttata, ma c'e' da scommetterci che in Italia essa si prestera' a lotte inutili e, perche' no, dal sapore politico che a tutelare il consumatore proprio non badano. Ad ogni modo, bisognera' aspettare la verifica dei fatti:
in mente dei si tratta pero' di una buona innovazione.
I taxi: la norma, come ora indicata sul sito web del Governo, non e' niente piu' che una bufala.
"Con una norma del decreto legge si prevede che, fatta salva la possibilità di conferire nuove licenze secondo la vigente programmazione numerica, i Comuni possono bandire pubblici concorsi e concorsi riservati a chi è già titolare di licenza taxi (in deroga alle attuali disposizioni) per l’assegnazione a titolo oneroso di licenze eccedenti la vigente programmazione numerica".Anche qui, in sostanza non cambia nulla. E le proteste di questi giorni dei taxi driver in tutta Italia (spaventati da una possibile applicazione di una
vera liberalizzazione) fanno decisamente pensare che la norma, al momento di divenir legge, molto difficilmente verra' cambiata da come ora la si presenta, e conservera' tutti quei privilegi che ora ai tassisti sono dovuti. Tanto piu' che quando in questa diatriba politica entreranno di forza (e di diritto) anche i Comunisti e Rifondazione, sara' decisamente difficile non tentare di "venire incontro" alle proteste dei loro
tassisti-elettori.Trasporto locale:"Con una norma del decreto legge si stabilisce che, fermi restando i principi di universalità, accessibilità ed adeguatezza dei servizi pubblici di trasporto locale ed al fine di assicurare un assetto maggiormente concorrenziale delle connesse attività economiche e di favorire il pieno esercizio del diritto dei cittadini alla mobilità, i Comuni possono prevedere linee aggiuntive di trasporto pubblico di passeggeri (in ambito comunale e intercomunale) che possano essere svolte in tutto il territorio o in tratte e per tempi predeterminati, anche dai soggetti privati in possesso dei necessari requisiti tecnico-professionali e morali". Questa norma serve solo ad autorizzare la concessione di linee urbane
particolari (vuoi vedere che saranno quelle piu' utilizzate e sfruttate, che assicurano una redditivita' importante...) a privati
scelti (in queste privatizzazioni di convenienza Prodi e' maestro in materia da oltre 20 anni, da quando,
Presidente dell'IRI, la mando' in fallimento).

A tutti gli effetti, si tratta di una
riforma di facciata, decisamente
poco incisiva ma allo stesso tempo utile, soprattutto all'opposizione attuale, a capire che e' arrivato il momento di chiudere la campagna elettorale e mettersi a lavorare sul serio.
La direzione intrapresa dal ministro Bersani e', per pochi circoscritti casi, quella da imboccare: una liberalizzazione seria e' cio' di cui l'Italia ha bisogno. E che, sbagliando, Berlusconi non ha saputo dare.
Troppi sono i dubbi che questo esecutivo possa colmare questa lacuna - non ne ha i mezzi e gli uomini - ma chi e' stato prima, qui ha fallito.
Dura da ammettere ma e' cosi'.

Nella foto, una persona utile.